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Quarantatreallaquarta

IMG_1334LCLS Aristofane, ITA Garibaldi
Prendi 43 volti.
Dividi ogni volto in 4 sezioni: fronte occhi, naso, bocca, mento. Prova a ricombinarli.
Le permutazioni sono 434 [quarantatreallaquarta], ovvero 3.418.801 [tremilioniquattricentodiciottoottomilaottocentouno] volti, ovvero 3.418.801 [tremilioniquattricentodiciottoottomilaottocentouno] identità differenti.
Abbiamo fotografato i nostri volti. Abbiamo usato software di riconoscimento facciale, tecnologie che ci identificano, per scomporre i nostri volti e mischiarci.
Abbiamo creato un video generato dal remix dei nostri nuovi volti. Nel video ogni volto appare per 4′ [quattro secondi].
Il video dure 13.675.204′ [tredicimilioniseicentosettantacinquemiladuecentoquattro secondi].
Che sono 3798 h [tremilasettecentonovantotto ore].
Che sono 158 gg [centocinquantotto giorni].
Che sono più di 5 mm [cinque mesi].
0, uno, nessuno centomila. Da poche decine siamo diventati milioni.
43è un lavoro sull’identità, sulla fragilità e mobilità dei confini del sé. Su dove inizio “io” e dove finisci “tu” nell’era delle tecnologie ubique, degli algoritmi e dei social network.
Il lavoro è stato concepito e realizzato in tutte le sue parti in 3 gg [tre giorni] di workshop presso la Fondazione Mondo Digitale.
Poche classi di 2 [due] licei romani hanno generato una metropoli.
Durante i 3 gg [tre giorni] di festival vedremo solo il 1,898% [unovirgolaottocentonovantottopercento] dei volti che abbiamo generato.
Siamo rimasti stupiti.

 

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AOS – Art is Open Source (Salvatore Iaconesi & Oriana Persico)

A cavallo fra arte, ricerca, interaction design e comunicazione, Salvatore Iaconesi e Oriana Persico lavorano insieme dal 2006 sotto il marchio di AOS – Art is Open Source, dando vita nel corso degli anni ad opere e performance di interesse globale accomunate dall’esplorazione e dall’osservazione dell’uomo tecnologico contemporaneo e della sua continua mutazione.

L’insegnamento universitario, la creazione di intelligenze artificiali e sistemi interattivi, l’animazione di performance globali che attraversano i media, le città, i corpi e le pratiche del quotidiano, sono solo alcuni degli strumenti usati dal duo per suggerire scenari che consentono la reinvenzione sistematica della realtà ordinaria: una visione possibilistica del mondo in cui l’arte può fungere da collante tra scienze, politica, antropologia ed economia.
Salvatore e Oriana hanno partecipato a festival ed eventi internazionali, esponendo in musei e gallerie. Contribuiscono regolarmente alla comunità scientifica attraverso l’insegnamento accademico in diverse università, istituti e master, la produzione di pubblicazioni e articoli scientifici, e la partecipazione a conferenze ed eventi internazionali.

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